GRUPPO ROMANI E CASAORNELLA A CERSAIE 2026: UN NUOVO CAPITOLO DI UN PERCORSO CONDIVISO

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Dal 21 al 25 settembre 2026 Gruppo Romani torna a Cersaie con un progetto espositivo che mette in dialogo ceramica, design e cultura dell’abitare. Nel Padiglione 29 prende forma un nuovo capitolo della collaborazione con Casaornella e Maria Vittoria Paggini, iniziata durante la Milano Design Week e oggi trasformata in un racconto che continua a evolvere attraverso materia, colore, persone e relazioni.

What We Leave, What We Find

Ciò che lasciamo, ciò che troviamo. E tutto ciò che nasce nel mezzo.

Esistiamo in relazione a qualcosa e a qualcuno. Attraverso uno sguardo, una distanza, un contatto, un’assenza. Ci avviciniamo, ci allontaniamo, cerchiamo appartenenza e, nello stesso momento, difendiamo il nostro spazio. Ogni incontro lascia una traccia. È da questa riflessione che nasce What We Leave, What We Find, il racconto che accompagna Gruppo Romani a Cersaie 2026 e dà continuità al dialogo creativo avviato con Casaornella durante la Milano Design Week. A Milano, Animale Sociale – Nessuno mi può giudicare raccontava proprio questa tensione: il bisogno profondamente umano di stare insieme e l’istinto altrettanto umano di proteggerci. Una casa senza confini rigidi, nella quale intimità e condivisione convivevano e lo spazio diventava il luogo in cui decidere continuamente quanto di noi mostrare agli altri. A Bologna quella riflessione esce dalla casa e incontra un nuovo luogo, nuove persone, nuove materie e nuovi linguaggi. E, inevitabilmente, si trasforma.

Da Milano a Bologna: una storia che continua

I progetti vivi non si trasportano semplicemente da un luogo all’altro. Si contaminano.

Portano con sé ciò che sono stati, incontrano qualcosa di nuovo e ne escono trasformati. È in questo passaggio che prende forma What We Leave, What We Find: non la ripetizione dell’esperienza milanese, ma la sua evoluzione. A fare da filo conduttore tra i due appuntamenti è la maschera, elemento simbolico di Animale Sociale – Nessuno mi può giudicare. Se a Milano raccontava il rapporto tra individuo e collettività, tra il desiderio di appartenere e quello di proteggere il proprio spazio, a Cersaie diventa una traccia di ciò che è stato e, allo stesso tempo, il punto di partenza per qualcosa di nuovo. Le maschere attraversano idealmente lo spazio di Gruppo Romani, incontrano la ceramica e cadono sulle superfici, lasciando un segno.

La materia ha memoria. Ricorda ciò che vi appoggiamo, ciò che togliamo, chi è passato e quello che abbiamo lasciato dietro di noi. La ceramica supera così la dimensione puramente espositiva e diventa parte della relazione: accoglie, separa, avvicina e conserva tracce.

Lo stand come luogo di relazione

Anche lo stand smette di essere semplicemente uno spazio espositivo e diventa una casa temporanea. Il contributo di Maria Vittoria Paggini, designer e creative director di Casaornella, attraversa lo spazio di Gruppo Romani conferendogli un carattere fortemente riconoscibile. Il lilla, colore simbolo del progetto, accompagna il visitatore lungo il percorso, dalla reception ai corridoi, fino alle quattro aree dedicate alla convivialità. Ci sono luoghi in cui fermarsi, mangiare e parlare, spazi aperti all’incontro e altri più raccolti e protetti. Una gelateria per i momenti di pausa, un tavolo dedicato al pranzo e alla condivisione, uno spazio informale per stare insieme e uno speakeasy in cui sottrarsi, per un momento, allo sguardo degli altri. Perché anche in mezzo a una fiera continuiamo a comportarci nello stesso modo: cerchiamo gli altri e, allo stesso tempo, cerchiamo uno spazio tutto nostro. Lo stand diventa così un luogo da attraversare e vivere, nel quale superfici ceramiche, arredi, colore, luce e dettagli costruiscono una narrazione comune e accompagnano modi diversi di incontrarsi e abitare lo spazio.

Quattro brand, quattro identità

All’interno di questo sistema, Serenissima, CIR, Cercom e Verde mantengono la propria identità, entrando però in relazione all’interno di un racconto comune.

Ogni area presenta le collezioni attraverso differenti ambientazioni e box espositivi, pensati per esplorare combinazioni, linguaggi materici e possibilità progettuali.

Serenissima interpreta una dimensione sofisticata e contemporanea della materia attraverso le nuove collezioni La Serenissima, Cava e Sartoria, affiancate da Petra, Roveri e Showall. Per CIR, materia e colore diventano strumenti progettuali attraverso Calcarea e Marmette, mentre Forever Color entra in dialogo con Infinita e Palazzo per costruire nuove combinazioni cromatiche e decorative.

Con Cercom prosegue il percorso di B.A.S.E., che a Cersaie mette in relazione Bark e Adobe. Accanto a questo racconto debutta Silent Stone, mentre In.Contro, Ceppo di Gres ed Everstone ampliano la ricerca del brand sulle interpretazioni contemporanee della pietra.

Verde presenta Essenziale, Cortina e Milano, affiancate da Cosmopolitan e Checkerboard Inspirations: superfici, tonalità, geometrie e pattern che esplorano il rapporto tra colore, ritmo grafico e composizione.

Quattro linguaggi differenti che convivono all’interno di un unico sistema espositivo. Materiali, colori e superfici non vivono isolatamente, ma entrano in relazione e reagiscono gli uni agli altri, dando forma a nuove possibilità progettuali.

Cerasarda: un’identità che attraversa il progetto

All’interno del racconto Gruppo Romani, Cerasarda assume una presenza particolare.

Il brand trova a Cersaie uno spazio autonomo, concepito come una vera e propria galleria dedicata alla materia, al colore e all’artigianalità contemporanea. Parallelamente, le sue superfici attraversano lo stand Gruppo Romani, entrando sia nelle aree conviviali sviluppate da Casaornella sia negli spazi dedicati a Serenissima, CIR, Cercom e Verde. Accenti cromatici, decorativi e materici creano connessioni tra ambientazioni e linguaggi differenti. Cerasarda diventa così un elemento trasversale del progetto, capace di attraversare mondi diversi e di modificarne, attraverso materia e colore, la percezione.

Join the Branco: un progetto aperto alle contaminazioni

E poi ci sono le persone. Designer, aziende, progettisti, artigiani, artisti e competenze differenti. A Bologna il Branco torna a riunirsi. Non come semplice somma di partner, ma come un ecosistema nel quale ognuno porta qualcosa, lascia inevitabilmente una traccia e, nel farlo, modifica ciò che incontra. Boffi, Corpo Luce, Galassia, Kerakoll, Softhouse, EMAC, Sammontana e ovre. contribuiscono alla costruzione dello spazio attraverso arredi, illuminazione, colore, materia, dettagli e momenti di convivialità.

Collaborazioni differenti per natura, competenze e linguaggio, accomunate da un modo di intendere il progetto come incontro e contaminazione: non semplicemente affiancare prodotti diversi, ma creare le condizioni perché possano entrare in relazione e generare qualcosa che prima non esisteva.

Join the Branco.

Un nuovo modo di raccontare Gruppo Romani

Cersaie 2026 diventa così il luogo in cui un progetto iniziato altrove continua a trasformarsi. La ceramica incontra il racconto. Le identità dei singoli brand dialogano senza perdere la propria unicità. Casaornella attraversa lo spazio di Gruppo Romani. Cerasarda mette in relazione mondi differenti. Il Branco introduce nuove competenze, sensibilità e linguaggi. Perché progettare non significa necessariamente controllare ogni risultato, ma anche creare le condizioni perché qualcosa possa accadere.

Un incontro.

Un attrito.

Una contaminazione.

Una possibilità che prima non avevamo previsto.

Ciò che lasciamo, ciò che troviamo. E tutto ciò che nasce nel mezzo: incontri, contaminazioni, materia e nuove possibilità.

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